FaD e formazione on line, esperienze nei diversi contesti
(estratto dell'intervento al workshop del 04/10/99)

A cura di Davide Biolghini
Studio Teos & Forum Cooperazione e Tecnologia

 

Spesso la discussione sui vantaggi della FaD rispetto alla formazione in presenza non tiene conto della evoluzione che la FaD ha avuto con l’uso della rete, limitandosi a riproporre le caratteristiche "storiche" della FaD (quella dei corsi per corrispondenza tipo Radio Elettra per intendersi); oppure si confondono i metodi e gli strumenti caratteristici della formazione plurimediale off line (la II generazione della FaD, rivolta quasi esclusivamente a processi di apprendimento individuale), con quelli propri della formazione on line, che permette non solo la costruzione di vere e proprie classi virtuali (con modalità di gestione del processo didattico sia sincrone che asincrone), ma anche il supporto a più strategie didattiche e l’integrazione in contesti formativi diversi.
Per entrare nel merito di queste posizioni, riportiamo la domanda e alcune risposte contenute nella tavola rotonda "virtuale" avviata in rapporto con un seminario del Forum "Cooperazione e Tecnologia", organismo di raccordo tra i mondi della ricerca e delle aziende nel campo del CSCW (Computer Supported Cooperative Work), che in particolare gestisce un ciclo di seminari e di gruppi di discussione dedicati al confronto tra le caratteristiche della FaD all’interno dei singoli contesti formativi.
La domanda era:

"Quali specificità e quali differenze avete potuto notare, o vi aspettate debbano esserci, tra la formazione a distanza per via telematica e la formazione tradizionale in presenza?"

Riportiamo le risposte di alcuni operatori.

  1. La risposta di D. Eufemia – CSEA di Torino – propone una semplice dicotomia: i vantaggi della formazione tradizionale sono gli svantaggi della FaD e viceversa (vedi Tabella 1).
  2.   Formazione tradizionale FaD
    Vantaggi
    • Comunicazione faccia a faccia docente–allievo e allievo–allievo
    • Risposta a richieste di chiarimento in tempo reale
    • Interazione di tipo affettivo
    • Assenza di vincoli spazio–temporali
    Svantaggi
    • Vincoli spazio–temporali
    • Comunicazione mediata dalle tecnologie
    • Risposta a richieste di chiarimento in tempo differito
    • Non interazione affettiva

    Tabella 1: Vantaggi e svantaggi della FaD a confronto con la formazione tradizionale (D. Eufemia)

    La valutazione proposta, sembra legata alle esperienze della II generazione della FaD, quella multimediale off line, in cui ogni fase del processo di apprendimento è affidata all’interazione utente - computer e quindi in primo luogo alla strutturazione dei materiali didattici.

  3. La risposta di L. Sarti – ITD/CNR Genova – mette a confronto i due sistemi rispetto ad alcuni parametri, che sono per alcuni versi indipendenti dalle diverse generazioni FaD e dai singoli contesti applicativi.
  4. "Nei sistemi convenzionali gli studenti sono omogenei per età, conoscenze e luogo (la classe), soggetti ad una modalità d'apprendimento dipendente e in situazione molto controllata; i corsi sono pochi e ben definiti con relazioni "faccia a faccia" e misura finale sommativa delle competenze acquisite; i costi di avvio sono bassi e crescenti linearmente col numero degli studenti.
    Nei sistemi a distanza gli studenti sono eterogenei, non localizzati in un unico luogo, adottano una modalità d'apprendimento indipendente e in un ambiente poco controllato, sono supportati da "help in linea", risoluzione differita dei problemi, gruppi di discussione; i corsi sono diversificati e frammentati, con (auto)valutazione formativa lungo tutto l'apprendimento; i costi iniziali sono alti, ma quelli variabili sono bassi rispetto ai sistemi convenzionali."

  5. La risposta di D. Biolghini – Teos e Forum C&T – propone, secondo il paradigma del CSCL (Computer Supported Cooperative Learning), di evidenziare quali sono gli strumenti e metodi FaD di supporto alla comunicazione, più utili in ognuno dei quattro macrocontesti didattici definiti dal variare dello spazio/tempo; le modalità d’uso di ogni strumento sono da collegarsi ad uno specifico modello operativo del processo di insegnamento–apprendimento, definibile in relazione con il contesto organizzativo di riferimento, l’approccio FaD prescelto, il rapporto tra obiettivi, contenuti e metodi dell’intervento formativo.
  Stesso tempo Tempi diversi
Stesso luogo Didattica d'aula con "memoria organizzativa":
lavagna elettronica "intelligente"
Learing Center:
e-mail
Luoghi diversi Teledidattica:
testo–audio–videoconferenze sincrone
Classe virtuale:
gruppo di discussione asincrono

Tabella 2: Strumenti e metodi FaD di supporto alla comunicazione

Queste osservazioni mettono in rilievo alcune delle problematiche con cui dovrebbero misurarsi le attuali esperienze FaD, nei vari universi in cui viene proposta (la scuola, l’università, la Formazione Professionale, la formazione aziendale, ecc.); tra queste ci sembra sia trasversale ai diversi universi la seguente:
Quali sono le nuove implicazioni organizzative nei singoli contesti, per quanto riguarda i modelli operativi della formazione on line?

I MODELLI OPERATIVI SOTTOSTANTI L'ORGANIZZAZIONE E LA CONDUZIONE DI INTERVENTI FaD.
Riportiamo di seguito i singoli passi che hanno portato al trasferimento nello specifico modello operativo (che si è poi articolato nella piattaforma FaD utilizzata), delle caratteristiche organizzative tipiche di uno dei contesti applicativi che il Forum ha monitorato, quello della Formazione Professionale (progetto europeo ADAPT / NADOL, Network for Assisted Design and Open Learning, che riguarda il sistema FP della Regione Piemonte).

Il modello operativo generale è stato ricavato dalla rappresentazione del ciclo delle macroattività che caratterizzano la FaD (v. Figura 1).

Figura 1: Le macroattività connesse con la realizzazione di un intervento FaD.

Rispetto a questo insieme di macroattività è necessario verificare in ogni contesto formativo come si articola concretamente lo svolgimento del ciclo, quali sono gli attori che vi partecipano e quali sono le attività critiche.
Per NADOL è stato definito in primo luogo in quali funzioni si articola il ciclo rispetto agli interventi formativi previsti e quali figure sono coinvolte. Ad esempio:
la progettazione si suddivide a sua volta in due attività distinte, a carico degli operatori del Centro Servizi FaD:

  • la creazione materiali didattici;
  • la strutturazione dei materiali in unità didattiche.

Anche per l'erogazione possono essere identificate attività specifiche:

  • definizione del piano di lavoro da parte di tutor ed utenti;
  • distribuzione in rete dei materiali didattici da parte della struttura che gestisce il Cento Servizi FaD;
  • uso dei servizi di comunicazione per le attività collaborative in rete da parte di tutti gli attori che partecipano al corso FaD.

Analoghe articolazioni sono state identificate per tutte le altre macroattività.

Inoltre si è definito:

  • quali sono le questioni critiche che influenzano il ciclo prima citato: nel nostro caso, come più in generale per i corsi della FP, la necessità di certificare le attività didattiche ai fini della loro rendicontazione per usufruire del finanziamento europeo;
  • quali sono le specifiche funzioni che possono essere svolte dalle diverse figure previste nel contesto organizzativo concreto del progetto NADOL.

Dopo aver individuato quali fossero gli attori, le condizioni e gli eventi caratteristici del processo di insegnamento–apprendimento del contesto di riferimento di NADOL (in particolare quelli più critici della FP, come ad esempio la certificazione dei percorsi formativi), si è passati a disegnare le modalità d’uso da parte dei diversi attori delle funzioni FaD e cioè de:

  • le funzioni di supporto al coordinamento delle attività (ad esempio il gruppo di discussione asincrono) e di condivisione dei materiali didattici (gli spazi virtuali non solo per le unità didattiche vere e proprie, ma anche per il programma del corso, le bibliografie, ecc.);
  • le specifiche funzioni che possono facilitare lo svolgimento delle attività e la risoluzione degli eventi critici da parte di tutte le figure coinvolte nel processo (in NADOL è prevista ad esempio la figura dell’ispettore, con specifiche funzioni di controllo ai fini della rendicontazione).

Dopo questa fase di definizione del come si dovrebbero supportare le attività didattiche nello specifico contesto dell’intervento formativo di riferimento, si è passati alla personalizzazione dei servizi FaD resi disponibili dalla piattaforma utilizzata (nel nostro caso CONFAD dello Studio Teos), sviluppandone, se necessario, altri ex novo.
Ad esempio: rispetto a tutto il ciclo FaD ridisegnato, era stato definito un processo interfunzionale di raccolta dei risultati delle specifiche attività delle varie figure, in primo luogo del discente: si è previsto cioè un "dossier allievo", in cui confluiscano non solo i documenti relativi alle attività didattiche svolte dai singoli discenti (fruizione, comunicazione, valutazione), ma anche quelli elaborati dai tutor e quelli derivanti dagli interventi di gestione propri della piattaforma (statistiche, ecc.).
In relazione con tale processo sono stati integrati in CONFAD dei servizi ad hoc (archivi e funzioni software collegate), che rendono possibili gli interventi specifici di monitoraggio, certificazione e amministrazione da parte di tutor, docenti, valutatori, ispettori e figure amministrative.

CONCLUSIONI
Le considerazioni emerse nelle esperienze e nei contesti FaD monitorati dal Forum "Cooperazione e Tecnologia", per quanto riguarda i vantaggi e le innovazioni che la FaD in rete presenta rispetto alle due precedenti generazioni di FaD si possono riassumere come riportato dalla tabella che segue; le più importanti caratteristiche della FaD "tradizionale" e di quella on line sono definite in relazione non solo con il mezzo di trasporto utilizzato, ma anche con la possibilità o meno di svolgere attività di tipo collaborativo, con la tipologia di comunicazione, con il livello di interattività consentito dal medium prevalente in ogni modello e con la dipendenza dalle variabili spazio e tempo.

Modello FaD

Mezzo di Trasporto

Metodo Didattico

Tipologia di Relazione per la Comunicazione

Medium / Interattività

Dipendenza dallo Spazio

Dipendenza dal Tempo

TRADIZIONALE

(I e II generazione)

Posta

Auto–apprendimento

Uno – Uno

Testo/ Debole

NO

NO

Radio

Auto–apprendimento

Uno – Molti

Audio / Debole

NO

SI

Televisione

Auto–apprendimento

Uno – Molti

Video / Debole

NO

SI

PC/CBT

Auto–apprendimento

Uno – Uno

Software / Media

NO

NO

ON-LINE

(III generazione)

Internet

Auto–apprendimento

Uno – Uno
Uno – Molti

Esperto / Media

NO

NO

Apprendimento collaborativo

Molti – Molti
Uno – Molti
Uno – Uno

Tutor + Gruppo /Forte

NO

NO

Tabella 3: Confronto tra FaD tradizionale e on line.

Le esperienze condotte nei diversi contesti confermano inoltre che:

  • la formazione in rete rende in primo luogo possibile una maggiore articolazione dei setting disponibili per le macroattività a distanza, in relazione sia con i processi come la teledidattica, in cui prevale la comunicazione sincrona e quindi la condivisione in tempo reale di materiali e comportamenti dei diversi attori, che con i processi asincroni di apprendimento (individuale e di gruppo) in cui determinante è il coordinamento nel tempo delle attività delle figure partecipanti
  • per facilitare questa articolazione e quindi la specifica definizione dei modelli operativi caratteristici di ogni contesto, è meglio poter disporre di una piattaforma FaD progettata per la formazione on line, flessibile, con funzioni collegabili ai diversi profili di utenti, che possa il più possibile plasmarsi in relazione con il contesto di riferimento
  • la FaD di terza generazione rende infatti più evidente, ma anche più gestibile, la relazione dei diversi modelli operativi sottostanti la conduzione degli specifici interventi, con le caratteristiche organizzative dei singoli luoghi della formazione (chi fa cosa in scuole, aziende, ecc.): in particolare permette un rapporto più diretto con l'articolazione del lavoro delle figure coinvolte in ogni contesto, rendendo disponibili servizi e funzioni di supporto alle attività critiche
  • la modalità on line permette infine di supportare strategie didattiche centrate sul lavoro di gruppo e collaborativo e di approssimare i processi basati sulla costruzione sociale degli apprendimenti e sull'interazione tra tutti i partecipanti.

Tali osservazioni permettono di approfondire altre tematiche che più possono influenzare l’allargamento della FaD ad altri contesti più difficili, come la formazione nelle piccole e medie imprese.
Ad esempio la formazione on line consente anche il presidio di fasi degli interventi tradizionali altrimenti onerose, come il supporto al follow up, le esercitazioni sul campo, la memoria organizzativa dei percorsi, il riuso dei materiali didattici.
Quest’ultima questione ci sembra importante sia per mettere in luce i possibili vantaggi della FaD in termini di efficienza, efficacia e risparmi rispetto agli interventi tradizionali (aspetti non secondari per strutture come le PMI che hanno difficoltà generali nel fare i conti con i costi e i vincoli organizzativi della formazione tout court); ma anche per poter collegare i metodi e gli strumenti della didattica on line al superamento da più parti prospettato della "discontinuità" tipica degli attuali sistemi formativi, verso processi in/formativi più continui ed integrati con le attività lavorative.

 

Gli atti dei seminari sono riservati agli associati, per ulteriori informazioni potete scrivere a forum@teos.it