"Le questioni aperte del NetLearning nel contesto della Piccole e Medie Imprese."

Davide Biolghini ,TEOS e Forum "Cooperazione e Tecnologia"

 

Parlare di formazione per le PMI, permette da subito di entrare nel campo della formazione continua e "on the job" e quindi dei processi di apprendimento "attivi", fortemente condizionati dal contesto (organizzativo, storico, sociale) in cui gli operatori delle piccole imprese sono inseriti, condividendo spesso informazioni, problemi e ricerca di soluzioni.
Secondo alcuni studi [Costa ‘99] sui distretti industriali nell’attuale periodo di sviluppo economico "postfordista" [Sennett 2000], le conoscenze tacite, le relazioni sociali, il linguaggio, le negoziazioni che richiedono lo svolgimento di attività comuni da parte di gruppi informali di soggetti che operano in aziende diverse, costituiscono il motore dei processi innovativi del sistema locale, che sarebbero basati quindi sulla selezione, certificazione, diffusione delle conoscenze "pratiche" generate all’interno o all’esterno dei gruppi.
Tradizionalmente molti sforzi sono dedicati alla predisposizione di interventi formativi di base o specialistici verso le PMI (accettati peraltro con difficoltà dai destinatari), mentre poco si fa per supportare i processi di apprendimento basati su quelle che vengono definite le "comunità di pratica".
Secondo tale modello le competenze necessarie per gestire un progetto di formazione in rete di PMI non sarebbero quindi quelle utilizzate in interventi formativi di base o specialistici di tipo tradizionale, ma quelle che permettono la facilitazione e l’articolazione delle attività di comunicazione, negoziazione e documentazione tramite metodi di Net Learning (inteso come presidio tramite metodi collaborativi e strumenti di rete dell’insieme dei processi di apprendimento: formali, informali, sociali, "organizzativi", ecc.), all’interno di sistemi di relazioni reticolari [Biolghini/Cengarle 2000].
I processi di apprendimento che caratterizzano tali sistemi, sempre secondo questo modello, sono infatti di tipo cooperativo [AA.VV. ‘99], avvengono cioè tramite modalità collaborative di relazione, basate su esigenze in/formative simili, sul "facendo si impara" e sulla condivisione negoziata delle conoscenze.

Un’ipotesi interessante da verificare è quindi se l’uso di metodi espliciti di collaborazione e di negoziazione [Cengarle ‘99] e di opportuni strumenti di rete, a supporto delle relazioni informali e dei cicli di generazione, selezione e diffusione della conoscenza esistenti all’interno delle "comunità di pratica" individuabili in specifici sistemi produttivi locali, può contribuire a trasformare tali comunità reali anche in comunità virtuali.
Per quanto ci riguarda, un primo bilancio di interventi formativi in rete sia per PMI che per comunità professionali all’interno di sistemi di relazioni della Pubblica Amministrazione [Biolghini ottobre 2000], vorremmo proporre ad un ulteriore ciclo di sperimentazione le indicazioni di metodo che seguono:

1. individuare all’interno di ogni contesto le singole "comunità di pratica"
    (informali, professionali, di settore, ecc.) e le modalità di relazione e di
    dialogo che permettono la generazione, discussione, selezione e diffusione 
    delle innovazioni utili al cambiamento organizzativo previsto o auspicato
2. valorizzare con opportuni strumenti in/formativi le relazioni di comunità  
    esistenti all’interno del contesto di riferimento che permettono in modo  
    esplicito o tacito i processi di apprendimento collettivo utili alla crescita   
    cooperativa del sistema
3. definire criteri, percorsi, metodi che facilitano la mappatura degli interessi 
    comuni e dei conflitti dei soggetti (e delle relative comunità) che partecipano  
    al progetto di formazione in rete
4. costruire ambienti sw e di rete di supporto ai processi di apprendimento, 
    collaborazione, negoziazione prima definiti, che permettano l’integrazione  
    delle attività in presenza e a distanza degli attori che partecipano al progetto 
    e la memoria organizzativa degli atti di comunicazione che si svolgono nel 
    tempo (utile anche per la rielaborazione delle informazioni verso l’esterno e 
    per fini di monitoraggio e certificazione del progetto)
5. formare in modo adeguato (prima e durante) le diverse figure che 
    presidiano le attività di facilitazione, tutoring, valutazione e monitoraggio 
    dell’intervento; rispetto agli esperti di gestione dei processi formativi in rete, 
    particolare rilievo assumono le figure di "tutor locali" che interagiscono 
    direttamente con gli operatori delle PMI come "consulenti personali" e le 
    strutture di help-desk che forniscono assistenza ed informazioni esterne 
    selezionate
6. predisporre questo ambiente di supporto in modo tale che il progetto 
    formativo iniziale possa diventare un progetto di formazione continua, sia 
    tramite la stabilizzazione degli interventi in/formativi e di consulenza 
    "esterni", sia tramite la valorizzazione dei processi di apprendimento basati 
    sulla pratica delle comunità "interne" ai sistemi produttivi locali.

Alcuni di questi criteri permettono già di formulare qualche ipotesi di risposta alle domande di fondo poste nei titoli del seminario:
"Si può fare formazione in rete per le Piccole Imprese?" e
"Si possono costruire comunità professionali per le Piccole Imprese?
Risposte più articolate, a partire da questo modello si possono dare anche alle questioni aperte poste dalle singole esperienze di "Formazione in rete di nei diversi contesti" (vedi ciclo di workshop organizzato da Forum "Cooperazione e Tecnologia": http://www.forum.teos.it).
Altri approfondimenti richiedono invece domande più direttamente collegate alla costruzione di comunità virtuali del tipo:

quale rapporto esiste tra competitività e collaborazione nei sistemi produttivi locali e costruzione di comunità virtuali, in particolare per quanto riguarda la ricaduta sui processi di apprendimento formali (e su meccanismi quali la motivazione, il lavoro di gruppo , ecc.)?
l’apertura dei sistemi locali ai rapporti globali, tramite le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione mette in crisi o favorisce i rapporti informali di acquisizione delle conoscenze delle "comunità di pratica" locali?.

Il modello prima sommariamente descritto ha comunque la peculiarità di:

offrire una soluzione alle difficoltà economiche ed organizzative delle PMI nell’avvicinarsi ad interventi formativi tradizionali
valorizzare le modalità di apprendimento "on the job" che caratterizzano la crescita delle conoscenze e l’innovazione di sistemi produttivi locali
dare visibilità alle conoscenze e alle relazioni tacite all’interno delle "comunità di pratica", qualificandone i singoli membri come fonti di competenze, a vantaggio sia delle aziende in cui sono inseriti, sia dei singoli percorsi professionali.

Per concludere si può senz’altro dire che l’uso della rete può favorire l’avvicinamento "tout court" delle PMI ai processi formativi, a patto però che vengano proposti criteri innovativi del tipo di quelli prima illustrati; altrimenti permangono anche se "a distanza" le stesse resistenze che si riscontrano rispetto agli interventi formativi tradizionali: mancanza di tempo da dedicare alla formazione e difficoltà a comprendere l’utilità delle attività didattiche da parte dei destinatari e difficoltà da parte dei gestori a comprendere quali sono le cause di tali resistenze…

Bibliografia

AA.VV., "Il cooperative Learning", Quaderni di Animazione e Formazione, Ed. gruppo Abele, Torino, 1999
Biolghini D./Cengarle M.: "NetLearning: imparare insieme attraverso la rete", Ed.ETAS/RCS, Milano, aprile 2000
Costa G./Rullani E.."Il maestro e la rete", Ed.ETAS/RCS, Milano, 1999
Cengarle M., "Il tavolo negoziale come esperienza di creazione comune di valore sociale", Atti INPUT ’99, Collana Convegni n.5, Ed. DAEST, Venezia, 1999
Sennett R., "L’uomo flessibile", Ed. Feltrinelli, Milano, 2000
Biolghini D., "Le questioni aperte del NetLearning nel contesto della P.A.", in La formazione on line come strumento per la riorganizzazione delle nuove Amministrazioni locali, Atti dei seminari EduNet ’00, Ed. SMAU, Milano, ottobre 2000.